venerdì 15 febbraio 2013

Il verbo #2 - Guida alla Grammatica Italiana di Base

La scorsa settimana abbiamo iniziato ad approfondire le questioni legate all'utilizzo del verbo nella grammatica italiana. Oggi, proseguiremo questo percorso analizzando nel dettaglio gli ausiliari essere e avere e i verbi servili.



Gli ausiliari essere e avere

Come abbiamo visto in uno dei primi post sulla grammatica pubblicati su QuiCopy, i verbi ausiliari hanno la funzione di supportare altri verbi nella loro coniugazione. Tuttavia, essi possono essere impiegati anche da soli, assumendo in questo caso significati particolari e a se stanti.

Avere, quando utilizzato da solo, è un verbo transitivo che assume un significato simile a possedere (es. la ragazza aveva un portamento molto elegante).

Essere, invece, è un verbo intransitivo che significa esistere (es. quello di Laura è un cane maltese).

Viste le molteplici funzioni che ricoprono, il loro impiego può generare non pochi problemi. Per questo, vorrei analizzare insieme le principali eccezioni che li riguardano.

L'ausiliare essere

Il verbo essere ha una duplice funzione: quella di copula nel predicato nominale (es. quell'uomo è avvenente) o di ausiliare nel predicato verbale (es. Mattia è andato a cambiarsi). Inoltre, come già accennato poco sopra, se utilizzato da solo assumere il significato di esistere, anche quando si unisce alle particelle ci o vi (es. sul tavolo ci sono diverse carte).

Oltre a questi impieghi tradizionali del verbo essere, esistono alcune particolarità che lo contraddistinguono.

  1. Questo ausiliare può assumere anche significati simili ad altri verbi, con i quali può essere sostituito. Come nel caso di accadere, stare, trovarsi, recarsi, consistere, vivere. (es. che sarà di voi?, eravamo in compagnia di amici, è al lavoro tutto il giorno, due giorni fa siamo stati a teatro, la felicità non è nell'avere denaro, quando non ci sarò più).

  2. L'ausiliare essere, inoltre, assume significati diversi quando è seguito da alcune preposizioni:
    - essere di: indica appartenenza (es. quella matita è di Giuseppe);
    - essere in: indica condizione o stato (es. l'appuntato era in borghese);
    - essere da + verbo: indica dovere (es. è ancora da vedere chi l'avrà vinta).

L'ausiliare avere

Anche avere, oltre alla funzione di ausiliare, può essere impiegato come verbo a sé col significato di possedere. Inoltre, esso può indicare una dote fisica o morale (es. Andrea ha gli occhi verdi, mio figlio ha buona memoria).

Sono 3 le particolarità che lo riguardano:
  1. In alcuni casi, può essere sostituito da un verbo più appropriato come nel caso di indossare, percepire, ricevere (es. Margherita ha un vestito nuovo può essere sostituito efficacemente con Margherita indossa un vestito nuovo; avete un buon stipendio può diventare percepite un buon stipendio; non abbiamo loro notizie da mesi può trasformarsi in non riceviamo loro notizie da mesi).

  2. In altri casi, invece, l'ausiliare avere può significare sentire o provare (es. ho pena per lei).

  3. Infine, può assumere il significato di patire, soffrire, essere affetto da (es. Gianni aveva la febbre, Adele ha l'influenza).


I verbi servili

Dovere, potere e volere vengono definiti servili quando precedono l'infinito di un altro verbo, modificandone il significato. (es. devo mangiare, voglio mangiare, posso mangiare).

Se impiegati da soli vogliono sempre l'ausiliare avere (es. essi hanno dovuto; mi spiace, ho dovuto!; non abbiamo proprio potuto). Invece, quando accompagnano altri verbi chiedono l'ausiliare voluto dal verbo a cui sono legati. Così diremo non ho potuto camminare, oppure non sono potuto andare.

Infine, quando questi vengono usati prima della forma riflessiva richiedono l'ausiliare essere se il pronome precede il verbo (es. mi sono dovuto vestire), mentre vogliono avere quando lo segue (es. ho dovuto vestirmi).


Letture consigliate

Per approfondire i temi di oggi vi consiglio di visitare questa pagina web, in cui vengono analizzati nel dettaglio i verbi servili.

Qui, invece, trovate un'utile tabella con la coniugazione completa degli ausiliari essere e avere.


E voi, cosa ne pensate?

Vi capita mai di trovarvi in difficoltà nel coniugare appropriatamente i verbi servili? Conoscevate le particolarità di essere e avere? Tendete a sostituirli molto spesso con verbi più appropriati?  

6 commenti:

  1. Grazie come sempre per i consigli!

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    1. Grazie a te, come sempre, per il tempo che mi regali leggendomi! :)

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    2. A me capita di collaborare con gente che ha due lauree, e che non riesce a scrivere una mail di cento parole senza infilarci almeno dieci errori di grammatica spicciola.
      Forse dovrei linkar loro il tuo articolo ;-)

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    3. Beh, ti ringrazio! :)
      In effetti, l'errore può esser sempre dietro l'angolo e rivedere i fondamentali, di tanto in tanto, aiuta.

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  2. Belli questi articoli sulla grammatica. Dovresti farci un ebook alla fine.

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