martedì 15 gennaio 2013

7 motivi che uccidono il web copywriting

Un guest post di Daniele Imperi


Occuparsi di web copywriting significa emergere dalla massa con testi di qualità che non sempre riescono a ottenere il giusto riguardo. Ho individuato sette cause, oggi molto frequenti, che dequalificano e svalorizzano quest'attività.



#1 – Assenza di formazione

Il web copywriting comporta la conoscenza e la padronanza di materie e discipline che lo coinvolgono. Si tratta di una forma di scrittura persuasiva ed efficace di testi mirati per pubblicità, siti, blog, newsletter, comunicati stampa, landing page.

L'attività del web copywriter ruota attorno a tre aspetti fondamentali:

  1. Linguaggio: la perfetta conoscenza della lingua italiana è un requisito obbligato, poiché il lavoro del web copywriting si basa principalmente su un uso sapiente del linguaggio.

  2. Scrittura: doti di scrittura, che si traducono in capacità di costruire frasi e testi di impatto, convincenti, che riescono a convertire lettori in clienti.

  3. Marketing: è sul marketing che punta il copywriting. Il web copywriter deve conoscere in modo più che basilare le tecniche di marketing.
Tutto ciò si acquisisce con un'adeguata formazione, meglio in un'azienda specializzata, prima di potersi dedicare all'attività come libero professionista.


#2 – Scarsa conoscenza del web

La scrittura per il web non può essere improvvisata, poiché leggere sul web non è come leggere su carta stampata. Trovare un'informazione online prevede, dietro le quinte, una scrittura adatta a essere rintracciata facilmente dall'utente.

Chi si occupa di web copywriting non può astenersi da un'ottima conoscenza del web e delle sue problematiche, deve saper scrivere per il web, conoscere l'uso dei titoli e sottotitoli, delle liste, della formattazione del testo, affinché i suoi scritti siano leggibili e comprensibili sia dagli utenti sia dai motori di ricerca.


#3 – Illusione del lavoro facile

Scrivere testi per il web è un lavoro. A questo lavoro è legato il successo del cliente che ha commissionato i testi. Non può essere considerato un lavoro sbrigativo – come purtroppo pensano in molti – poiché il web copywriting include studio e documentazione, oltre che capacità e passione.

È questa costante illusione del lavoro facile che produce, da anni, testi di bassissima qualità, a danno della categoria e dell'informazione stessa.


#4 – Svalutazione del lavoro

Il mercato della scrittura ha creato un abbassamento del livello qualitativo dei testi online, grazie ad aziende e imprenditori improvvisati che hanno deprezzato e sminuito l'attività di web copywriting, sempre alla ricerca di manodopera a basso costo per contenere le spese di gestione.

Ne è conseguita la fioritura di aspiranti web copywriter – il più delle volte giovanissimi in cerca del guadagno facile e comodo – e di testi scadenti, scritti in fretta e senza uno studio approfondito e una documentazione, per poter bilanciare tempi di lavorazione/guadagno.


#5 – Scarsa considerazione del lavoro

Svalutare il web copywriting – non solo da parte dei committenti che hanno preteso testi da non professionisti, ma anche dagli stessi ingaggiati che si sono prestati a lavori che non gli competevano – si traduce in una scarsa considerazione dell'attività di scrittura.

La scrittura online di testi efficaci viene vista come un lavoro da svolgere nel tempo perso e non come un'attività che richiede esperienza e competenze specifiche.


#6 – Fretta

La fretta è sempre stata nemica dell'arte e scrivere – anche se si tratta di scrivere per il web – è pur sempre un'arte. Non si può scrivere un testo che deve convertire o persuadere o comunque comunicare in modo adeguato senza avere a disposizione il tempo necessario.

Spesso vengono commissionati testi in gran numero da produrre in due tre giorni e questo comporta inevitabilmente un'attenzione superficiale alla qualità del testo.


#7 – SEOmania

È un male che imperversa ormai da anni nel web: la corsa al posizionamento con metodi e tecniche che nulla hanno a che fare col posizionamento in sé. L'importante è inserire il link giusto nella parola giusta.

L'attività di web copywriting è quella di scrivere testi discorsivi, informativi, persuasivi, anche ottimizzati per i motori di ricerca, ma testi comprensibili e che rispettano l'uso quotidiano del linguaggio e della grammatica italiana. Scrivere frasi del tipo “hotel piscina verona” (il minuscolo è voluto perché effettivamente presente) fa nascere due pensieri:
  1. si punta all'ignoranza del lettore;
  2. si sottolinea l'ignoranza dello scrittore.
     

Conclusioni

Il web copywriting è un lavoro da svolgere con serietà, con la giusta valutazione e considerazione da parte del richiedente e dell'operatore. Non è un'attività che si può improvvisare, ma richiede anni di pratica, conoscenze acquisite e continui aggiornamenti.

Secondo voi esistono altri motivi che danneggiano il web copywriting oggi?


Risorse

Per imparare e migliorare le tecniche di scrittura consiglio di seguire Copyblogger, la massima autorità in rete in materia, e il blog di Chris Brogan, che parla di crescita professionale in termini di business, media e tecnologia.



Daniele Imperi, web designer, copywriter, illustratore e vignettista. Da parecchi anni si occupa di blogging, curando numerosi progetti. Inoltre, si interessa di scrittura creativa e ha già pubblicato diversi racconti, nonché una serie di Ebook gratuiti.

Ogni giorno offre consigli e spunti di riflessione sul mondo della scrittura dal suo blog PennaBlu. Inoltre, cura altri tre interessanti progetti: Libri da leggere (un blog ricco di recensioni e consigli di lettura), Cormac McCarthy (sito interamente dedicato allo scrittore) ed Edgar Allan Poe (blog legato allo scrittore e alle news che lo riguardano).

14 commenti:

  1. Il punto 4 potrebbe andare bene per qualunque attività lavorativa: è incredibile come in questo paese il pressapochismo a basso costo possa rivelarsi vincente -_- deprimente.

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    1. Come dissentire caro Alessandro?!

      In effetti, nel campo del web copywriting questa tendenza sembra affermarsi come una vera e propria piaga. La stessa cosa vale per moltissimi altri settori. Che tristezza! :(

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    2. Un po' tutta la scrittura ne soffre - web e non. Dice bene Daniele: tutti pensano di poter scrivere, tutti pensano che chiunque vada bene per scrivere, e di fatto della scrittura ci si preoccupa pochissimo.
      Non dimentichiamoci poi che viviamo in Italia, paese in cui una posizione in azienda non è disponibile sul mercato del lavoro, perché ad occuparla sarà il cugino analfabeta del padrone. Magari sarà lui a scrivere i contenuti per il sito, o a gestirne la presenza sui social network. Tanto, come dice la mamma, "è sempre su facebook" :D

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    3. Beh, sono costretta a darti ragione un'altra volta! :D
      La situazione è proprio quella che hai descritto. Non sai quante volte mi trovo ad aver a che fare con clienti che affidano la propria comunicazione aziendale in mano ad incompetenti.
      Qualche tempo fa mi è capitato di trovarmi faccia a faccia con un imprenditore che ha messo in mano all'impiegato dell'ufficio acquisti la gestione delle pagine social aziendali.
      Quando ha visto la mia reazione stupita (non perché avessi nulla contro quella particolare figura professionale, quanto piuttosto perché ritenevo strano potesse intendersene) mi ha risposto deciso: "Eh, ma lui è giovane e poi ha tanti amici su Facebook!". Giusto, perché non ci avevo pensato?! :D

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    4. Il punto 4 l'ho provato anche in campo illustrativo e nel web design :)

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    5. Ecco, la realtà supera sempre la fantasia!
      Per non parlare di quando si riceve la richiesta di lavorare a gratisse...

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    6. Va beh, quella oramai è una costante!
      Soprattutto nel campo delle professioni intellettuali. Sì, insomma, sembra quasi che tu debba regalare idee innovative ed efficaci solo per dimostrare la tua professionalità.
      E tutti a dire: "E' così che funziona!". Diamine, se il sistema non solo l'accetti ma lo alimenti pure, mi chiedo come sia pensabile uscirne?!

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    7. Anche per mansioni innovative succede. Io sono sempre sul mercato come correttore di bozze - be', una volta mi ha chiamato un tipo, con una tesi di laurea in storia gigantesca, scritta da cani e con la notazione bibliografica a ramengo, che mi proponeva di correggerla per la cifra, fra picci e imbrogli, di 20 centesimi a cartella. Per la serie: lavorare per comprarsi le caramelle. Non ho accettato, ma sono sicuro che qualcuno gli avrà corretto la tesi per quella cifra.

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    8. Scusa, era "anche per mansioni non innovative succede". Il "non" è scappato, l'ho ritrovato che girava per il corridoio.

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    9. Purtroppo la tendenza a voler sottopagare dilaga in tutti i settori... io lo vedo nell'handmade. Ed è svilente, perchè la gente non si rende conto che per fare (bene) le cose ci vuole del tempo... e il tempo ha un suo prezzo! ;)

      Personalmente, pur essendo solo un'hobbista (per ora...), preferisco dare il giusto prezzo ai miei lavori, e piuttosto venderne meno.
      Tanto, alla fine se tenessi i prezzi bassi per vendere tanto, probabilmente guadagnerei le stesse cifre ma lavorerei il doppio! E, diciamocelo, chi me lo fa fare???! ;)

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    10. Hai ragione chiara, sono pienamente d'accordo con te: la qualità si paga! Sarebbe magnifico se ci fosse un cambio di mentalità generale in questo senso :)

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  2. Anche il #5 è, ahimè, tristemente esportabile in altri ambiti lavorativi. E dell'istruzione.

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    1. Ciao e benvenuto sul blog! :)

      Che dire? Anche questo è vero, purtroppo.
      Siamo sempre più fagocitati da un sistema asincrono e mal funzionante. Prenderne coscienza è solo il primo passo!

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    2. Sì, purtroppo anche questo punto si riscontra in altri ambiti lavorativi.

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