giovedì 4 aprile 2013

Commenti o condivisioni, voi quali preferite?

Oggi ci dedichiamo a un tema che fa molto discutere i blogger: la diade commenti/condivisioni. Tutti noi sappiamo che un blog si fonda sui primi, sull'interazione con il lettore. Spesso, però, questi faticano ad arrivare, nonostante le seconde aumentino sensibilmente. E, allora, qual è la situazione preferibile?



Commenti o condivisioni? L'eterno dilemma del blogger

Il blog è uno spazio virtuale in cui l'autore è libero di condividere idee, consigli, opinioni, informazioni e tutto quanto afferisce alla sfera della creatività. Un luogo di cui lui è l'artefice, ma che si fonda unicamente sui suoi lettori. L'insieme di persone che, ogni giorno, decide di leggere i suoi contenuti e di condividerli.

Va da sé che l'obiettivo di qualsiasi blogger, a prescindere dalle dichiarazioni d'intenti più o meno esplicite, sia quello di acquisire il maggior numero di lettori possibile. La strategia più comune per raggiungere questo scopo è quella della diffusione dei contenuti. In questo post ci siamo occupati in maniera approfondita delle strategie di web marketing per il blog. Ora cercheremo di capire se sia meglio ricevere un elevato numero di commenti o di condivisioni.

Iniziamo affermando in maniera decisa che i commenti sono i veri protagonisti di un blog. È grazie a loro, infatti, che nasce il rapporto tra blogger e lettore che, attraverso essi, decide di esprimere la sua opinione sui contenuti, di fare domande o richieste specifiche. Abbiamo già parlato dei commenti in un articolo col quale cercavamo di capire come stimolarli. Un obiettivo piuttosto complicato da perseguire perché non dipende unicamente dai nostri sforzi, soprattutto quando ci collochiamo in particolari nicchie.

Il meccanismo delle condivisioni, invece, è piuttosto proficuo e, se ben gestito, può garantire risultati evidenti anche nel breve periodo. Una strategia che trae beneficio soprattutto dall'uso strategico dei social media e che va ponderata e gestita con attenzione. È chiaro che questo meccanismo ci permette di attirare sul nostro blog un numero maggiore di utenti. Quindi, sta a noi convincerli a restare offrendo loro contenuti originali, chiari e completi.


Il blogger preferisce ricevere commenti o condivisioni?

Difficile poter rispondere con decisione a questa domanda. Non credo esista una soluzione univoca, perché molto dipende anche dall'obiettivo del singolo blogger. Se si preferisce ottenere un buon numero di visite, senza preoccuparsi di interagire con i lettori, probabilmente si potrebbe propendere per le condivisioni. Nel caso in cui, invece, un progetto si fondasse davvero sulla divulgazione delle conoscenze e sul confronto, allora i commenti sarebbero da prediligere.

Personalmente ritengo che impostare una valida strategia di diffusione dei contenuti sul web, magari sfruttando al meglio i social media, garantisca la possibilità di convogliare un buon numero di utenti sul nostro blog. Qui starà a noi creare contenuti ad hoc, capaci di generare empatia e di stimolare il confronto.

Sono dell'idea che se il blogger riesce a lavorare bene, puntando tutto sulla qualità e l'attenzione al lettore, allora i commenti non tarderanno ad arrivare. Lo stesso vale per le condivisioni. Inoltre credo che, soprattutto nelle fasi iniziali di vita di un blog, non sia opportuno preoccuparsi troppo di questi due fattori. L'obiettivo del blogger alle prime armi dovrebbe essere quello di concentrarsi sui contenuti, sul loro valore e sulla loro utilità. Solo così si potrà attirare l'attenzione degli utenti, ottenendo la loro fiducia.


“Ricevo pochi commenti, come capisco se i miei contenuti piacciono?”

Questa è la domanda che mi è stata posta qualche tempo fa da un lettore di QuiCopy, che mi ha chiesto dei consigli per capire se il numero dei commenti fosse direttamente proporzionale al livello di apprezzamento dei suoi contenuti. In un primo momento ho pensato di rispondere rincuorando il blogger e incitandolo a proseguire come già stava facendo. A non preoccuparsi dei commenti, ma a limitarsi a condividere i post, rendendoli facilmente leggibili anche dai motori di ricerca.

Poi, come accade spesso, ho riflettuto sul problema e ho individuato 3 parametri che penso possano aiutarci a capire se, nonostante l'assenza di commenti, i nostri post vengano apprezzati dai lettori. Quindi ho deciso di condividerli anche con voi.

  1. Dati di web analytics
    In un post precedente abbiamo già parlato dell'importanza della web analytics per un blogger. Anche in questo caso specifico credo si possano impiegare questi strumenti per capire se i lettori apprezzano i nostri contenuti. Sono due i dati che ritengo vadano considerati con maggiore attenzione: il tempo di permanenza sul blog – che ci fa capire quanto tempo passano in media i lettori sul nostro spazio web – e la frequenza di rimbalzo. Quest'ultimo valore ci aiuta, soprattutto, a comprendere quanti lettori si soffermano sul blog e quanti, invece, decidono di uscire subito dopo aver consultato la pagina di loro interesse.

  2. Feedback sui social networks
    I social media sono validi alleati per un blogger non solo in termini di diffusione e condivisione dei contenuti, ma anche per ottenere feedback e opinioni su di essi. Quindi, in mancanza di commenti sul blog, credo che si debbano considerare anche questi messaggi. Magari si tratta solo di menzioni o complimenti veloci, ma ci dicono che qualcuno ci ha letti e ci ha apprezzato. 

  3. Citazioni su altri blog
    Non mi riferisco alla pratica del guest blogging, ma alla scelta di altri blogger di citare il nostro lavoro, magari linkando un nostro articolo. È quello che ha fatto Daniele Imperi qualche tempo fa, quando ha citato QuiCopy in un suo post su Penna Blu. Oppure Matteo Aldamonte che ha citato anche lui QuiCopy in un post sugli articoli italiani di copywriting da non perdere. Quando questo accade capiamo che un altro blogger ci ha notati e che, in qualche misura, ci apprezza. Un indicatore di gradimento che ci dice se stiamo andando nella giusta direzione, anche se i commenti tardano ad arrivare.



Letture consigliate

Ecco qualche consiglio di Alessandro Scuratti per promuovere il blog sui principali social media. Un articolo utile e dal taglio pratico che penso possa interessare chi di voi è in cerca di qualche suggerimento per aumentare il numero di condivisioni dei propri contenuti.


E voi, cosa ne pensate?

Come blogger ritenete più importanti i commenti o le condivisioni? E come lettori, invece, preferite lasciare traccia del vostro passaggio sul blog oppure diffondere quel contenuto? Qual è il segreto per ottenere commenti e condivisioni? 

Photo credit: nkzs (stock.xchng)

34 commenti:

  1. Come prima commentatrice di oggi posso dirti che questo post mi rincuora tantissimo. Cercavo giusto una risposta a questo dubbio...e ho cercato nel posto giusto! E dove se non in QuiCopy? :)
    Ciao Cris, buona giornata e buon blogging ;)

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    1. Ciao Silvietta,
      mi fa piacere se qui hai trovato le informazioni che cercavi :)

      In realtà non credo di aver dato una vera e propria risposta, ma se hai domande più specifiche magari proviamo ad analizzarle in un altro post ;)

      Buona giornata anche a te!

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    2. Diciamo che mi sto attrezzando...anche pe le domande specifiche! :D Grazie ancora Smack

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    3. Figurati, è un piacere! Bacioni

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  2. Questo argomento mi sta particolarmente a cuore.

    Io preferisco i commenti, li ritengo la forza del blogging e l'unico strumento di misura del successo di un post.

    Delle condivisioni, te lo dico francamente, non me ne faccio nulla e ti spiego perché:
    - la maggior parte di chi condivide non legge il post;
    - la condivisione porta visite, ma non necessariamente commenti, anzi quasi mai.

    Rendere i post condivisibili aiuta senz'altro, ovvio. Perché magari ogni tanto, raramente, puoi guadagnare qualche lettore che commenta.

    La frequenza di rimbalzo nei blog è alta per vari motivi:

    - i lettori abituali leggono l'ultimo post ed escono dal blog;
    - i lettori casuali, capitati nel blog con una ricerca, leggono l'informazione cercata e se ne vanno.

    Diciamo che una frequenza di rimbalzo si attesta oltre il 60 o anche il 70%. In un sito di notizie scende molto, anche al 30%.

    C'è anche un altro parametro che ci fa capire se il nostro post è stato apprezzato, anche se è un parametro-piaga: quando trovi il tuo post copiato in un altro blog :)

    PS: grazie della citazione ennesima a un mio post ;)

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    1. Ciao Daniele,
      sulle condivisioni hai ragione. Infatti è risaputo che spesso avvengono in automatico, senza che chi le fa si fermi a leggere il post.

      Pure sulla frequenza di rimbalzo hai ragione. Anche se credo che si possa lavorare per tenerla entro certi limiti. A meno che un lettore non ti segua fin dai primi giorni è probabile che, di tanto in tanto, vada a riprendere vecchi post. Io lo faccio sul tuo blog, magari perché ho bisogno di informazioni specifiche oppure perché mi va di riprendere un vecchio articolo e rileggerlo.

      Ed è pure vero che c'è chi copia i post, ma non so quanto questo dimostri che i nostri contenuti sono apprezzati. Oddio, forse sì, anche se il blogger che lo fa non ci porta certo rispetto comportandosi così.

      P.S. Prego per la citazione, ma è una sorta di auto-citazione di ritorno perché in quel post parli di QuiCopy! ;)

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  3. tempo; attenzione; acquisizione --> Parametri di Risorsa rara: moneta non stampabile e non falsicabile e sempre più ridotta, per la moltiplicazione delle offerte. Se prima si stimolava il commento, ora lo si deve portare in bocca. E non è detto che riesca. IN questo caso, ora io commento E condivido.

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    1. Ciao Lino,
      benvenuto sul blog!

      Beh, ti ringrazio sia per il commento che per la condivisione.
      In effetti, la moltiplicazione dell'offerta dei contenuti può causare una dispersione dei commenti che, certamente, non vanno solo stimolati ma anche indotti, in un certo senso.

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    2. Sai qual è il problema dei commenti Cristiana? Almeno questo è quello che ho visto...il lettore commenta principalmente sui social, come se avesse timore a farlo sul blog. In pratica mi capita che un mio post abbia anche 90 commenti su FB e nessuno sul blog stesso, e questo nonostante io sui social utilizzi solo il link. Il discorso della condivisione è in realtà, come si è già detto, solo un risultato effimero, perché è vero che molti condividono senza neppure leggere.

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    3. Ciao Cetta,
      benvenuta anche tu!

      Vero, anche quello dei commenti sui social è un bel problema, nel senso che ogni blogger preferirebbe riceverli in coda al post. Mi hai dato un'idea per un articolo da scrivere. Tornerò sull'argomento nei prossimi giorni. Grazie!

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  4. Gentile Cristiana Tumedei, condividendo in tutto i "pareri" propedeutici di Daniele Imperi, e in parte anche i suoi, arrivo qui e mi ripeto:
    1) http://blog.robinedizioni.it/frank-spada
    2) https://plus.google.com/101990859122513353884/posts

    Complimenti per il suo Blog.
    Cordiali saluti.

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    1. Salve Frank,
      piacere di trovarla qui.

      Faccia pure e grazie dei complimenti.
      Buona giornata.

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  5. Buongiorno a tutti! Anch'io d'accordo con Daniele sulla questione condivisione sine lettura e riscontro il timore di cui parla Cetta nel commentare sul blog. Il mio blog è un salottino intimo tra nipoti (amici) un bel po' prigroni. Su Fb (maledetto fb) commentano i miei post per giorni e giorni, tra diverbi e pugni virtuali. Mi piacerebbe lo facessero sul blog per stimolare il commento di qualcuno che non mi conosce di persona, ma ciò non avviene :( Forse dovrei iniziare a terminare ogni post con l'avvertenza IL COMMENTO NON MORDE, che dite?

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    1. Ciao Cinzia,
      mica male la tua idea! Abbiamo discusso di questo nel post su come stimolare i commenti (ecco il link: http://quicopy.blogspot.it/2013/02/come-aumentare-i-commenti-di-un-blog.html).

      Imperi in quell'occasione faceva presente che, spesso, si ha il timore di commentare se altri non l'hanno fatto prima. Questo argomento è piuttosto delicato e vedo che sta a cuore a molti blogger. Me ne occuperò certamente in seguito ;)

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  6. Ciao, Cristiana!

    Come ben sai io non sono il più titolato a parlare di queste cose, visto che non ricevo né visitatori, né commenti (e poi sto su tumblr dove non si commenta). Colgo comunque l'occasione per anticipare che sto per lanciarmi in una nuova impresa bloggante ("Fior d'impresa, che sanerà i malati" - "E nessun sano si dovrà ammalare?" - "Uno sì, purtroppo", Shakespeare, Giulio Cesare).

    Ad ogni modo posso però far notare questo, per esperienza e grazia ricevuta. Sul mio vecchio blog un solo post ottenne molte visite, quello in cui ammettevo di essere un disinformatore al soldo del NWO. Il motivo è che era stato rilanciato da "Il meglio di internet" su facebook. sono passato da 50 lettori a più di un migliaio in poche ore. Indovina quanti di loro hanno commentato :D

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    1. Ciao Alessandro,
      felice di leggere il tuo commento e di scoprire che tornerai presto con un nuovo blog-progetto! :D

      Quella dei commenti è proprio una piaga. Anche blog autorevoli, spesso, ne sono sguarniti. Mi piacerebbe che chi riesce ad ottenerne un buon numero ci raccontasse come fa. Insomma, quali sono (se esistono, è chiaro) gli accorgimenti da seguire? E come migliorare la propria scrittura per coinvolgere maggiormente il lettore? Dubbi amletici, mi verrebbe da dire!

      A presto, allora :)

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    2. Aspetta ad essere felice... ;)

      Torno alle cose serie, o quasi. Una cosa che ho notato è che la maggior parte dei commenti viene lasciata per i seguenti motivi:
      1. per fare polemica e trollare: "ki ti paga? Abberluscone?"
      2. per lanciarsi in lodi sperticate e visioni del mondo farneticanti: "sl votandone al grande Peppe - o Abberluscone, Bersano, le tagliatelle di nonna Pina, a piacere - si posso cambiare le coseeeeee"
      3. ma soprattutto per richiedere ulteriori informazioni e consigli per risolvere problemi legati all'argomento del post. Basta guardare i blog che si occupano di aiutare i blogger con l'interfaccia di blogspot o di wordpress, con l'uso di plug in e di widget, e via dicendo. Chi ha un problema simile a quello esposto nel post commenta per dire la sua, spiegare perché la soluzione nel suo caso non funziona, e in genere ottiene una variante della soluzione che fa al caso suo.

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    3. Continuo ad essere felice, dici che è un male? :D

      I tre motivi che citi sono certamente tra i più diffusi. Aggiungerei anche che, spesso, il comment marketing (perdona l'espressione odiosa!) viene sfruttato come leva per ottenere più visibilità e traffico verso il proprio sito. Non che critichi la pratica (non rispecchierebbe la mia natura libertaria), ma credo che anche in quel caso si debba agire con criterio.

      Mi spiego: chi lascia commenti solo per trarne un beneficio spesso lo fa con contributi alquanto discutibili, cioè privi di vera sostanza. Io, per esempio, cerco di commentare solo se ho qualcosa da dire. Anche se, magari, i miei contributi possono sembrare vuoti lo stesso.

      Quando parli di blog o post che cercano di offrire soluzioni/consigli a un problema comune, penso tu abbia ragione. Anche su QuiCopy quelli sono gli articoli che ricevono più commenti. E vuoi che ti sveli un'amara verità? I post più commentati non sono quasi mai i più visitati :)

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  7. Ottimo articolo.

    Io preferisco le condivisioni. Nel senso che se i commenti - sempre apprezzati, per carità - sono solo per lasciare un "marchio", non hanno molto senso.
    A volte ricevo dei commenti fatti di soli smile o di monosillabe. Mi danno l'impressione - ma forse sbaglio - di visitatori che hanno letto molto in fretta e molto superficialmente, ma che devono far vedere di essere passati.
    Magari per avere una visita in cambio.

    Ben vengano invece i commenti che arricchiscono la discussione o i complimenti giustificati.

    Le condivisioni, invece, forniscono la linfa che fa crescere un blog. Senza condivisioni un blog non va tanto lontano.

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    1. Quel genere di commenti non sono certo piacevoli. Come ho scritto in risposta ad Alessandro Madeddu, credo che il contributo di un lettore abbia senso quando punta sulla sostanza.

      Ed è pure vero che non si possono demonizzare le condivisioni. Grazie ad esse portiamo traffico verso il nostro blog e, magari, otteniamo anche qualche lettore affezionato. Molti dei blog che seguo li ho proprio scoperti attraverso segnalazioni sui social ;)

      Forse, un buon compromesso è la soluzione da preferire. Grazie della visita :)

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  8. Non credo che le condivisioni permettano a un blog di crescere, basti pensare che prima i blog crescevano ugualmente senza. Le condivisioni, casomai, sono un modo veloce per diffondere un link, quindi anche un blog, ma non è detto che con le condivisioni il blog o qualsiasi sito possa crescere.
    Sono i commenti - quelli di valore - e i post di qualità che lo fanno crescere.

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    1. Non lo so, Imperi. C'è da dire che oggi la mole di informazioni disponibili è notevole. Certamente la qualità dei post aiuta un blog ad emergere, distinguendosi dagli altri. Ma è anche vero che senza lettori questo difficilmente crescerà.

      Dunque, se intendiamo le condivisioni come un modo per attirare gli utenti credo che, in un certo senso, aiutino a far crescere un blog. Anche i commenti sono utili per questo processo, ma non è semplice riceverne. E, sempre più spesso, mi accorgo che il loro numero non è direttamente proporzionale alla qualità del blog.

      Credo che una buona responsabilità nella stimolazione dei commenti la giochino l'abilità del blogger (sia per quanto concerne la scrittura, che le pubbliche relazioni online), la nicchia in cui si colloca e il contenuto stesso (il modo in cui viene proposto ai lettori). Questo il mio opinabilissimo parere :)

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    2. Daniele, io invece credo nell'esatto contrario.

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    3. Che ve ne fate di 10.000 lettori al giorno se poi nessuno commenta? Hanno un senso se avete pubblicità nel vostro blog, se vendete ebook o altro, altrimenti avere 10.000 lettori non serve a nulla.

      Dici che senza lettori il blog non cresce: certo, sono d'accordo. Dai però un significato alla parola lettori. Perché se leggono e non contribuiscono alla discussione, come cresce il blog?

      E date anche un senso alla parola crescita: che intendete che attraverso le condivisioni il blog possa crescere?

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    4. Perdonami Imperi, ma se scrivo su un blog lo faccio perché voglio farmi leggere. Diversamente, annoterei i miei pensieri su un quaderno o un diario personale. Avere diecimila o cento lettori cambia, eccome! Certo, potrei risponderti in maniera ipocrita e dirti che un blog è solo passione, ma non è così.

      Scrivo per farmi leggere, anche se nessuno paga per farlo e non ho un ritorno economico. Rispondo alla tua domanda: il lettore è una persona che sceglie di impiegare il suo tempo per leggere un mio contenuto. A volte può avvertire l'esigenza di commentare, di dire la sua, in altre occasioni invece no.

      Non penso che un blog possa crescere unicamente sulla base dei commenti ricevuti. Siamo sinceri: quante volte un commento è costruttivo secondo le intenzioni di chi lo lascia? Ben poche, credo. Il commento è importante perché offre uno spaccato della percezione che i lettori hanno del blog. Ma credo non sia completamente attendibile. Bisogna considerare tutta una serie di variabili (come il comment marketing, per esempio) che a mio avviso rendono incerta l'attendibilità dei commmenti, alla stregua di quella delle condivisioni.

      Per crescita di un blog intendo la sua evoluzione, quel percorso che lo porta ad attestarsi come una fonte di informazioni attendibili, credibili e utili per gli utenti. Le condivisioni in questo senso hanno molto peso, perché aiutano a veicolare i contenuti e a raggiungere più potenziali lettori. Almeno, così è come la vedo io :)

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  9. Ho capito che intendi, ma forse stiamo parlando in termini estremi, o forse mi sono spiegato male.

    La crescita di un blog non va misurata col numero di lettori, perché il numero di lettori è un dato segreto, lo conosce il blog e nessun altro.

    Tu hai detto una cosa giusta: "una fonte di informazioni attendibili, credibili e utili per gli utenti". E qui ripeto: in che modo il blog diventa questa fonte se non con commenti e discussioni che si aprono su di esso?

    Quello che voglio dire è che con la parola scritta (commenti, citazioni in altri blog, articoli di segnalazione, recensioni di quel blog in siti autorevoli, ecc.) il blog può evolvere e crescere, non con il solo numero di lettori, se quel numero resta solo un puro valore riconoscibile nelle statistiche del blog.

    La condivisione dei post è utile solo, e sottolineo solo, se porta visite efficaci, utili, ossia se quelle visite permettono di creare "rumore" attorno a quel blog. Altrimenti restano soltanto numeretti, che indicano i vari "mi piace", "+", "tweet", quindi pure decorazioni senza valore.

    Spero di essermi spiegato :)

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    1. Ti sei spiegato, grazie. Per quanto riguarda l'utilità dei commenti e delle discussioni nate da essi siamo d'accordo.
      Però continuo a pensare che le condivisioni non siano da demonizzare in assoluto. Io credo che, in qualche misura, portino utenti sul nostro blog. Poi è chiaro che è la qualità dei contenuti a stimolare l'interazione e a trasformarli in lettori appassionati.
      Comunque, in un certo senso questo argomento è correlato al post di giovedì prossimo sul ciclo di vita del blog. Magari riesco a spiegarmi meglio in quell'occasione :)

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  10. Ciao cara, ieri sera mi sono letta attentamente post e commenti, l'argomento mi interessava tantissimo. Essendo agli inizi, sto cercando di capire anche io cosa sia meglio. La mia esperienza è limitata, lo sai, ma cercherò di dire comunque la mia.
    Io preferisco sempre i commenti, per due motivi:
    1. Di solito, chi lascia un commento è un lettore abituale, affezionato. È raro che sia un lettore di passaggio, a meno che non venga colpito in modo notevole.
    2. Mi danno la conferma che qualcuno ha dedicato qualche minuto a me, al mio lavoro, al mio blog. Sarà che è ciò che mi manca di più, il tempo, ma io lo considero un gesto importante.
    A me piacerebbe lasciare commenti ogni volta che leggo un articolo, ma sarebbe impossibile. Le giornate passerebbero così.
    Da lettore, io non condivido mai senza leggere. Anche se la parola "condividere" sui social ha cambiato in parte il suo significato, per me significa davvero essere d'accordo, condividere l'idea, il messaggio. Altrimenti si tratterebbe di "girare" un titolo di un post, così... sulla fiducia? Un like lo lascio quasi sempre, tranne se non sono assolutamente d'accordo con quanto affermato.
    Da blogger (neo-neo blogger) spero che chi condivide i miei contenuti faccia altrettanto (ossia condivida consapevolmente).
    Sono d'accordo con quanti dicono che a volte si ha il timore di commentare, io ammetto di farlo solo dove "mi sento a casa". Se non conosco il blogger e il blog solitamente non commento, anche perché considero sempre i blog come "casa d'altri". E non mi permetto di dire nulla se non dopo essermi presentata.
    Grazie per i tuoi 3 parametri! Ancora mi sfuggono parecchi meccanismi di Analytics, e la frequenza di rimbalzo è un valore che non riesco a decifrare. Ho notato un aumento negli ultimi periodi, e ora si è attestata ad un 60%. Daniele (@Ludus) non ritiene che sia molto, ma ancora non ho ben capito come comportarmi con questo dato.
    In ogni caso, essendo il mio blog un esperimento un po' particolare, credo servirà un bel po' di tempo per far capire ai lettori il senso e lo spirito.
    Magari ne riparlerò quando sarò un po' più esperta e quando il mio blog sarà più "adulto".


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    1. Ciao Simo,
      sei riuscita a spiegare cosa intendo quando parlo di condivisioni. Grazie!

      Il punto sta proprio nel fatto che non si può mai essere sicuri che la condivisione avvenga a seguito della lettura, ma spesso questo vale anche per i commenti. Infatti ci sono persone che li scrivono solo per lasciare una traccia, per ottenere una visita in cambio magari. Certo, questo tipo di commenti lo si individua subito, ma allora come rispondere alla domanda del post?

      Io credo si debba cercare il giusto compromesso. I commenti sono l'anima di un blog, l'ho già scritto diverse volte nei miei articoli, ma non possono essere l'unico parametro su cui basarsi per capire se il nostro progetto funziona.

      Ho deciso di scrivere questo post perché come blogger mi sono resa conto che è importante capire se i nostri contenuti vengono apprezzati. Credo sia una domanda che ci facciamo tutti. O, almeno, mi piace pensarlo perché solo così si può capire dove migliorare. E siccome ci sono molti blog che ricevono pochi commenti, nonostante siano di valore, credo sia giusto condividere una riflessione che vuole, in un certo senso, dare supporto. Un modo per far capire che non sempre i nostri contenuti saranno commentati, ma ciò non significa che siano poco validi.

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    2. Vero, sono d'accordo. Certo, vedere i like che crescono sotto i post, magari poco dopo averlo postato, fa un gran piacere eh :-) Si spera sempre che parte di quei like siano "condivisioni" riassunte in un gesto rapido...
      Ps. in questo caso, nonostante il commento, mi sono resa conto che ancora dovevo condividere il post, vedi?! Secondo me nel 90% dei casi è una pura questione di tempo. Maledetto tempo.

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    3. Anche il tempo incide parecchio, è vero. Nemmeno io riesco a commentare sempre, lo faccio quando avverto l'esigenza di dire la mia. Invece a fine lettura, se ritengo che un contenuto sia valido, lo condivido. Io mi muovo così ;)

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    4. La frequenza significa questo:
      se la tua è del 60% significa che su 100 persone che sono entrate nel tuo blog 60 se ne sono andate subito, dopo aver letto quella pagina, le altre sono rimaste a navigare e leggere altro.

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  11. Ringrazio il cinefilo (e non solo!) Daniele Imperi per la condivisione di un filmato su G+ e testimonio il mio apprezzamento a QuiCopy per l'attività appassionata ed encomiabile di Cristiana Tumedei.

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    1. La ringrazio per l'apprezzamento. Molto gentile :)

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